Il coraggio della gente

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L’immagine simbolo di questo nuovo “incubo” che ci attanaglia dopo la pandemia, sono le storie della gente, come quella di una donna, che al confine con l’Ucraina, fuggita dal suo Paese per attraversare il confine che separa l’Ucraina dall’Ungheria, è con i figli di un uomo che non ha mai visto prima.

Poco prima di entrare in Ungheria, la donna è stata avvicinata da un uomo di 38 anni che non era in grado di attraversare il confine con sua figlia e suo figlio perché è stato chiamato a combattere.

Il padre disperato ha affidato alla donna il destino dei suoi figli, implorandola di portare con sé i ragazzi, baciarli e abbottonarsi la camicia per proteggerli dal freddo. La donna, che ha anche due figli – un poliziotto e un’infermiera – rimasti in Ucraina per servire il Paese, ha preso per mano due giovani, ha accolto richiesta dello sconosciuto ed è partita per l’Ungheria.

Il loro padre mi ha semplicemente consegnato i due bambini e mi ha affidato i passaporti per riportarli a casa sani e salvi, ha detto la donna della stessa città del padre dei ragazzi.

Non appena la madre dei ragazzi ha visto i suoi figli e la donna che li ha salvati, e li scortava come se fossero i suoi, si sono abbracciate e sono scoppiate in lacrime. Un abbraccio senza parole di fronte alla devastazione che sta investendo l’Ucraina.

Storie di giovanissimi soldati, che nel momento estremo, dopo essere scampato a un bombardamento russo, prende il suo cellulare e rivolge un pensiero ai propri genitori, con queste struggenti parole: “È un bene che siamo tutti vivi ora. Per ogni evenienza, mamma, papà, sappiate che vi amo. Andrà tutto bene.”

“Andrà tutto bene”, quante volte abbiamo pronunciato questa frase negli ultimi due anni!

Ma questa volta non è la speranza mondiale di vincere un Virus, non è la Polonia del 1939 ma l’Europa del 2022!

Un’Europa a cui mai avremmo pensato dopo la Seconda Guerra Mondiale. Non che nel mondo non ci siano ancora sanguinose guerre, non dimentichiamo infatti la Siria, in cui si combatte ancora, ma di cui nessuno parla, ma che il pericolo di una guerra nucleare fosse in casa nostra non lo avevamo proprio considerato.

Perché, prima di tutto, dietro gli interessi dei potenti, in una guerra non ci sono mai né vincitori, né vinti, ma solo lo strazio delle vite distrutte della gente “normale”.

@Cristian de Filippo

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