Quali conseguenze climatiche sta portando la guerra?

Tra tutti i risvolti drammatici che una guerra comporta in termini di distruzione e vite umane, ce n’è ancora uno che non può essere sottovalutato: il danno ambientale sull’ecosistema naturale.

Durante i conflitti le emissioni di gas, che alterano il clima e i danni agli ecosistemi dei territori coinvolti, aumentano di parecchio e c’è una dilapidazione di preziose materie prime.

Per quanto riguarda l’energia, tutti i paesi europei dipendono dalla Russia e per far fronte a questa mancanza, si potrebbe decidere di riattivare, in Italia, le centrali elettriche alimentate a carbone, con tutte le conseguenze ecologiche del caso.

L’utilizzo di mezzi militari, oltre a distruggere campi coltivati, boschi, fiumi, distrugge interi habitat che non potranno essere riabilitati. Ma questa è solo una delle conseguenze che una guerra porta con sé; infatti, uno dei principali impatti ambientali della guerra è l’aumento dell’inquinamento dell’aria e del suolo.                

I conflitti armati generano le polveri sottili che aumentano in atmosfera, così come l’anidride carbonica. Le armi e le macerie contengono molte sostanze acide o tossiche che si accumulano al suolo e che, con il tempo, passano nella falda acquifera e inquinano le acque.                                                                                 

Purtroppo, però, quello che più ci terrorizza è un eventuale inquinamento di tipo nucleare e radioattivo. L’esplosione di una bomba nucleare avrebbe effetti drammatici immediati sulla popolazione, sulla natura e la fauna, ma i danni si protrarrebbero nel tempo, con effetti catastrofici soprattutto sul genere umano come tumori, malformazioni e malattie genetiche.

La recente guerra in Ucraina è un passo indietro per il genere umano, ma è anche un allontanamento dagli obiettivi climatici, ragion per cui l’umanità intera dovrebbe puntare verso un obiettivo di pace.

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