Hold The Girl: Un viaggio introspettivo

Hold The Girl - Copertina

Dopo l’uscita di alcuni singoli lungo tutto il corso di quest’Estate, finalmente il 16 Settembre 2022 la casa discografia Dirty Hit fa uscire su tutti gli store digitali Hold The Girl. È il secondo disco in carriera dalla cantante, nonché modella: Rina Sawayama.

Rina ha 32 anni ed alle spalle un EP di debutto e il suo sorprendente primo album.

Sawayama, così il nome del suo primo progetto, era stato definito dai più come un perfetto disco d’esordio, e allo stesso tempo, uno dei migliori dischi del 2020, il suo anno di uscita.

Caparezza diceva che il secondo album fosse sempre il più difficile nella carriera di un’artista, e su questo non molti avrebbero qualcosa da ridire. Il secondo progetto musicale di solito è sempre quello di affermazione per un’artista. Poiché bisogna cercare di allargare il proprio bacino d’utenza, mentre allo stesso tempo, bisogna dimostrare di avere ancora tanto da raccontare. E saper rispettare le aspettative del proprio pubblico è una sfida ulteriore per chi non ama essere sotto pressione.

Far uscire ben cinque singoli aveva sicuramente affievolito l’attesa, ma risultava essere una strategia rischiosa perché si dava già un’idea troppo concreta di ciò che sarebbe stato il disco, riducendone l’effetto sorpresa.

Fin da subito la particolarità presentata in questo progetto era la stessa dello scorso. Un polimorfismo abbondante di vari generi che si fondevano e si compensavano tra di loro, diluendosi in 13 tracce, ognuna diversa dall’altra.

In questo disco, come anche nel precedente, vi possiamo trovare influenze di tutti i tipi: principalmente pop, pop rock e pop dance, arricchiti ulteriormente da rock alternativo, rock leggero, trance, pop punk, disco, hyperpop, house, techno, country e folk.

Anche se potrà essere leggermente inferiore al suo predecessore, questo progetto ha comunque dell’innovazione da vendere.

Il disco infatti è stato scritto in un periodo molto incerto della vita dell’artista.

Fin da subito Rina parla di ciò che ha dovuto passare in questi anni di pandemia, e che in quanto asiatica, come tutte le altre persone del suo continente, era messa in costante soggezione e accusata immotivatamente da alcune persone di essere la ragione per cui il mondo stava attraversando questo terribile periodo.

Un periodo che ha passato tra stare rinchiusa in casa e andare in terapia. Capendo col passare del tempo di aver dato per scontate cose che di fatto non lo erano. Quasi otto miliardi di persone che si sentivano come lei in quel momento, ma che non potevano fare niente se non riempire la noia, e i suoi vuoti, con una mera distrazione.

L’infanzia lacerata per colpa di un divorzio e la propria sfera sessuale d’appartenza (LGBTQ+) sono solo alcuni dei temi che vengono trattati in questo progetto. Che ci aprono ad una riflessione interiore su cosa sia davvero l’amore.

Come spiega Rina in una delle tante tracce del disco: essere amati ed amare è diverso esattamente come lo è l’amore e l’innamoramento. Perché solo nel primo vi è l’affetto e la passione che non c’è nel secondo, un concetto che, molti ragazzi, al giorno d’oggi confondono.

Ma non proseguirò oltre perché questo è solo il preambolo di un disco tutto da scoprire, e che potrebbe dare tanto a quelli italiani che, per la maggior parte, ascoltano poca musica estera attuale e vorrebbero approfondire i contenuti e i vissuti di queste nuove generazioni per poterle capire al meglio.

Concludo con una delle frasi che mi ha colpito di più e che per me racchiude tutto il senso del disco:

What it takes to recognize            “Cosa costa riconoscere

Emotions that I try to hide?           Le emozioni che provo a nascondere?

The more I keep them all inside   Che più cerco di tenerle dentro

The more they bury me alive.       E più mi seppelliscono viva.

-Minor Feelings, Rina Sawayama.

Tracce consigliate:

  • Frankenstein
  • Hurricanes
  • Your Age
  • Hold The Girl

Post recenti

Leave a Comment