Donna, vita, libertà: una donna che pensa fa paura. Una donna che fa quello che pensa, terrorizza…@  Davide Angel, Ilenia Trimigno, Sara Robustella, Giacomo Vigoli Classe

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Mahsa (Jina) Amini, 22 anni, è morta il 16 settembre a Teheran, dopo essere stata arrestata dalla polizia perché non portava il velo in modo corretto. L’episodio ha scatenato la rivolta in tutto il Paese e una dura repressione da parte del regime. Anche all’estero si contano numerose manifestazioni di solidarietà con il popolo iraniano in sommossa. La lotta per i diritti delle donne è la lotta per la propria libertà: l’oppressione delle donne non è un caso speciale, è il momento in cui l’oppressione che riguarda l’intera società è più visibile. 

Da tempo ci sono estese manifestazioni a livello nazionale e proteste degli iraniani in tutto il mondo contro la legittimità politica della Repubblica Islamica in Iran. Dopo l’assassinio di Mahsa Amini però questemanifestazioni si stanno trasformando in rivolte radicali contro l’esistenza stessa del governo con i manifestanti che cantano “questa non è più una protesta, è l’inizio di una rivoluzione”.

Non sappiamo se queste proteste avranno successo ma sono le più lunghein termini di durata e le più grandi in termini di partecipazione popolare che si siano mai viste in Iran.  Gli iraniani stanno combattendo da sempre per la libertà e la giustizia. Le donne iraniane soprattutto dalla fine del XIX secolo chiedono incessantemente giustizia, uguaglianza e democrazia. Sono state le forze pioniere della Rivoluzione Costituzionale Iraniana (1905-1911) con le campagne per l’emancipazione femminile e i valori socialdemocratici, nonostante ciò, i diritti delle donne iraniane devono ancora essere acquisiti 

I giovani vogliono riconquistare il loro Paese, vogliono essere liberi, vogliono che i loro meriti siano riconosciuti e vogliono costruire un Paese modello con le proprie mani. Per questo ripetono: “Combattiamo, moriamo, ma ci riprenderemo l’Iran”.  

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