Come recita il famoso detto, insieme possiamo costruire un mondo unito partendo da semplici gesti verso il nostro prossimo, compiendoli nel quotidiano e rifuggendo da discriminazioni, offese o comportamenti scorretti ma piuttosto mostrandoci solidali e sostenendoci nelle difficoltà. Questo è il senso delle parole pronunciate da Papa Francesco in occasione del suo discorso di inizio anno. Se alla base delle relazioni sociali ci fossero rispetto e collaborazione potrebbero scomparire del tutto problemi sociali come l’omofobia e il razzismo, purtroppo ancora oggi esistenti e i nostri Governi potrebbero adottare questi valori nella politica, accogliendo gli immigrati provenienti dai loro Paesi dai quali fuggono poiché non hanno lavoro o sono in guerra. Per risolvere le guerre, da quelle tra Stati a quelle quotidiane in ambito familiare, si dovrebbero usare di più la gentilezza e l’ascolto dell’altro anziché la forza e il sopravvento, affinché su ogni questione, dalla più lieve a quella più grave, si possa arrivare a un compromesso che soddisfi le esigenze di entrambe le parti. Se questo principio fosse applicato in grande, si potrebbero raggiungere la pace e la collaborazione tra tutte le Nazioni, necessarie per affrontare temi urgenti e comuni quali il surriscaldamento globale e la fame nel mondo. La pandemia ci ha insegnato che il nostro pianeta è una grande casa dove tutti coloro che vi abitano sono collegati tra loro e la cura o il malessere di uno influisce e si riflette sull’altro. Solo se uscissimo dai nostri egoismi e dalle nostre avidità individuali, potremmo salvarci e realizzare sfide comuni che da soli non riusciremmo a raggiungere, perché nessuno può salvarsi da solo.
Alunno: Antonio Massa – classe 3^A – I.C. Sandro Pertini, Orta Nova (FG).