Ecco il mese il mese di febbraio: 《Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l’anima respira e grazie alla quale vive. 》 Banana Yoshimoto.
Passeggiando un pomeriggio qualunque per le strade della tua città o del tuo paesino, ti ritrovi ad assistere a un evento di quotidiana bellezza che ti dona speranza nell’umanità e in questo nostro strano mondo. Prova a raccontarlo ai lettori e alle lettrici del tuo giornale, come un messaggio che faccia riflettere sul valore di ogni piccolo gesto compiuto o ricevuto.
Il mondo è ricco di piccole meraviglie che ci circondano, meraviglie donate dalla natura che fanno parte di noi stessi ma che noi non siamo sempre in grado di riconoscere. La competizione, l’invidia, il lavoro, i social ci annebbiano la vista, oscurando l’importanza dei piccoli gesti quotidiani.
Staccandomi dalla vita di tutti i giorni, ho provato a guardare con occhi diversi quello che prima mi sembrava banale o per lo meno normale. In particolare mi ha colpita la semplicità di alcuni anziani ritrovati in villa. I loro racconti mi hanno riempito il cuore di una gioia semplice e primitiva: narravano di dolori passati, povertà, lavoro, ma anche di semplici gioie. Con orgoglio ma anche con goffaggine qualcuno mostrava la foto del nipotino.
La loro vita fatta ormai di ricordi rappresenta la consapevolezza di cosa significa vivere a pieno, vivere duramente, lottare per vivere. Involontariamente loro mi hanno fatta riflettere su quante cose sono per noi, giovani di oggi, scontate e superficiali, su quanto possiamo essere arroganti mentre ai loro tempi prima di agire o di parlare bisognava pensarci due volte, se non si voleva finire male.
Questi anziani hanno vissuto in un’epoca più difficile della nostra, eppure ne sono sopravvissuti e ad oggi raccontano con fierezza le loro storie del passato.
Incontrarli mi ha donato speranza, perché forse abbiamo ancora una possibilità: abbandonare il mondo dell’immagine e capire che la vita non è una corsa alla superiorità, che siamo tutti uguali indipendentemente dal prestigio che abbiamo nella società. Se ci fermiamo un attimo a guardare il mondo con occhi diversi potremmo prestare ascolto a cose semplici, banali e magari emozionarci solo al cinguettare di un uccellino.
Io credo che a settant’anni noi tutti preferiremmo essere orgogliosi di aver vissuto davvero e non rimpiangere il tempo che abbiamo sprecato rincorrendo falsi miti.
Annachiara Totaro, III B, Istituto comprensivo Giordani-De Sanctis