Viviamo in un Paese in cui vigono tantissime leggi. Questo dovrebbe portare ogni cittadino ad agire in nome della legalità, ma non è così. Non parcheggiare in seconda fila creando disagi e ostacoli al traffico cittadino, non sporcare le strade con sacchetti dell’immondizia, non curati del rispetto della raccolta differenziata, il non rispettare il bene pubblico imbrattando mura e panchine, vero indice di inciviltà. Violare tutto questo significa non rispettare le regole del patto sociale, fondamentali per la convivenza civile. E dunque, visto il dilagare del fenomeno, cominciare a porre un freno a tutto ciò. Dalla lotta alla mafia fino a combattere l’inquinamento ambientale e l’evasione fiscale. La legalità non è un concetto astratto ed in quanto tale si esplicita attraverso il rispetto e il mantenimento di valori che influenzano la nostra vita. Raccomandazioni e privilegi sono il male. Le istituzioni dovrebbero alimentare valori quali: il rispetto, la libertà e la solidarietà ed evitare abusi di potere. Solo in una società in cui si rispettano questi valori si può parlare di convivenza civile. La scuola si muove nella direzione giusta offrendo un’educazione alla legalità e inculcando nei giovani l’idea che le leggi vadano vissute come opportunità e non come limiti. Inoltre è giusto considerare che ormai viviamo in una società multietnica e scuole, famiglie ed associazioni varie dovrebbero garantire equità e rispetto nelle relazioni interpersonali tra tutti i cittadini. Oggi vediamo prevalere la legge dell’illegalità che viola la legalità alimentando un sistema corrotto e malato. Le autorità dovrebbero intervenire con più rigidità e con azioni di recupero, laddove possibile per creare un mondo migliore. Come disse Massimo D’Azeglio: “Fatta l’Italia, dobbiamo fare gli italiani”. Impresa ardua.
Valentina Fiorentino
“IC Sandro Pertini-Orta Nova”
Classe 3E