Uno degli argomenti più di tendenza nell’industria videoludica moderna è quella di rimasterizzare vecchi titoli.
Vale la pena spendere 20 euro su questa nuova versione?
Nel 2009, Plants vs. Zombies catturò l’attenzione di tutti. Era un piccolo, colorato, semplice ma geniale gioco di tower defense in cui si difendeva la propria casa da orde di zombie piantando fiori. L’idea era così assurda che funzionò alla perfezione. Il gameplay solido, la musica memorabile e gli zombie unici resero il titolo di PopCap un classico istantaneo.
Sedici anni dopo arriva Plants vs. Zombies: Replanted, un remake moderno che promette di far rivivere quella magia, ma ci riuscirà?
Le basi rimangono solide: raccogliere il sole, posizionare le piante strategicamente e respingere ondate sempre più difficili. È lo stesso mix di logica e caos che ha reso grande l’originale.
Ma non tutto è ripiantato purtroppo, non è tutto rose e fiori.
Molti fan ritengono che ci sia poca vera innovazione e che alcune scelte grafiche sembrino affrettate.
Tuttavia, il gameplay di base è eccellente e rimane molto divertente.

Le Grafiche
Le texture in HD, pur teoricamente un passo avanti, risultano spesso “piatte” o troppo pulite, perdendo quel tocco artigianale e leggermente cartoon che rendeva il gioco originale così riconoscibile.
In molti casi, gli sprite sembrano semplicemente upscalati o ricreati con filtri automatici, dando un effetto “plasticoso” e meno vivo. Un peccato, perché l’atmosfera visiva di PvZ era parte integrante del suo fascino.
Uno dei punti più controversi riguarda le accuse di uso di AI in alcune texture e materiali promozionali del gioco.
Molti utenti su Reddit e X (ex Twitter) hanno notato dettagli incoerenti e pattern tipici delle immagini generate da intelligenza artificiale, come linee deformate o ombre “sporche”.
EA e il team di sviluppo hanno smentito ufficialmente, ma il sospetto ha alimentato un acceso dibattito:
è giusto usare l’AI in un remake di un titolo storico, quando il suo fascino nasceva proprio dal lavoro umano e dalla cura artigianale?
Il problema non è solo estetico, ma etico: i fan percepiscono che dietro Replanted ci sia più automatizzazione che passione.



La Musica
Anche la parte audio ha fatto discutere.
Laura Shigihara, la compositrice originale, ha ricordato in un suo post che la musica di Plants vs. Zombies era stata progettata per essere dinamica: gli strumenti dovevano entrare gradualmente a seconda dell’intensità dell’azione, creando un senso di progressione.
In Replanted, invece, questa componente è stata rimossa: le tracce partono già complete e rimangono statiche per tutto il livello.
Un dettaglio tecnico, certo, ma che toglie profondità e carattere all’esperienza, sarebbe un po’ come guardare un film con la colonna sonora sempre al massimo volume.

(post tradotto)
Il gameplay rimane una garanzia, e chi non l’ha mai giocato si divertirà un sacco..ma chi sperava in un ritorno maestoso della serie resterà un po’ deluso.
Prezzo
20 euro, per alcuni potrebbero essere pochi per un gioco, ma c’è da capire che questo è un gioco di 16 anni fa che ha subito una minuscola quantità di modifiche..
Nel 2009 il prezzo del vecchio PVZ era proprio questo:20 euro, ma dopo un trascorso di tempo è sceso a 5.
Il fatto però che un gioco 16 anni fa costasse tot, non può costare UGUALE adesso.. soprattutto perchè NON è un remake, ma una remastered molto pigra.
Voto: 6.75/10
+ Gameplay intramontabile
+ Grafica aggiornata e modalità extra
– Texture HD poco curate (da qualche prompt)
– Audio dinamico rimosso
– Prezzo discutibile