Milano piange Ornella Vanoni, scomparsa il 21 novembre 2025 all’età di 91 anni a causa di un arresto cardiocircolatorio nella sua abitazione. Con lei se ne va una delle voci più raffinate, autentiche e longeve della canzone italiana.
Nata a Milano il 22 settembre 1934 in una famiglia benestante, Ornella trascorse gli anni della giovinezza studiando in collegi tra Svizzera, Francia e Inghilterra. Fin da giovane mostrò inclinazioni artistiche: nel 1953 si iscrisse all’Accademia d’arte drammatica del Piccolo Teatro, diretto da Giorgio Strehler, che divenne un punto di riferimento per lei, sia sul piano professionale sia personale. Nel 1956 debuttò a teatro in Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello.
Ornella Vanoni era famosa non solo per la sua voce, ma anche per il suo carattere: raffinato, ironico, libero. Ha vissuto amori intensi, come quello con Strehler, e una storia molto nota con Gino Paoli. Ha avuto un figlio, Cristiano, dal produttore Lucio Ardenzi. In età avanzata, Vanoni parlava con serenità della vecchiaia e della morte. In un’intervista disse di non aver paura dell’addio, come se attendesse il momento giusto per “non servire più alla vita”. Negli ultimi anni era spesso ospite in tv, dove raccontava aneddoti e riflessioni con grande schiettezza.
Tra le sue frasi più memorabili c’è quella pronunciata durante la presentazione del suo libro Vincente o perdente al Salone del Libro di Torino, che ha scosso il pubblico per la sua onestà:> «Non so se arrivo a Natale». Questa frase, apparentemente malinconica, riflette la sua visione profonda e ironica della vecchiaia. Come ha spiegato, non provava ansia, ma una consapevolezza serena “La morte non può essere un tabù perché fa parte della vita quando si ha la mia età la si deve pensare, senza ansia, come vicina” Il messaggio dietro la battutaIronia consapevole: Vanoni non temeva parlare della morte. Anzi, la considerava parte integrante della vita, specialmente in età avanzata. Fragilità umana: La frase “non so se arrivo a Natale” è anche un modo per mettere in luce la sua vulnerabilità. Messaggio importante su salute mentale: In quella stessa occasione, ha avvisato il pubblico di non interrompere le cure psicofarmacologiche se queste aiutano.
Ornella Vanoni non è stata solo una cantante: è stata un’artista completa, una interprete che ha saputo attraversare decenni restando autentica, ironica, elegante. La sua voce, la sua storia e la sua personalità lasciano un’eredità indelebile nella musica italiana. Il suo addio segna la fine di un’era, ma il suo canto continuerà a vibrare nella memoria di chi l’ha ascoltata e di chi, grazie alle sue canzoni, scoprirà la sua bellezza anche in futuro.