Alex Schwazer, campione olimpico della 50 km a Pechino 2008. Dopo essere risultato positivo ad un controllo anti-doping alla vigilia dei Giochi olimpici di Londra 2012, venne squalificato dal Tribunale Nazionale Antidoping fino al 29 aprile
Alex Schwazer però non si dopava. I campioni di urina nel 2016 furono alterati. Un incubo durato 5 anni, una carriera macchiata e terminata bruscamente, otto anni di squalifica, per l’ex campione, oggi 36enne forse vittima di intrighi sportivi.
“Archiviazione per non aver commesso il fatto” questa la decisione del gip del Tribunale di Bolzano al termine del processo di primo grado. Il giudice Walter Pelino ha accolto la richiesta del Pm, contestandone la tesi di “opacità” da parte della federazione mondiale di atletica leggera e della Wada, l’agenzia mondiale antidoping, nelle analisi che portarono alla positività e alla relativa squalifica di Schwazer, ma la sua vita e la sua carriera sportiva è stata rovinata per sempre.
@Cristian de Filippo