“Son sempre i migliori che partono,
Ci lasciano senza istruzioni,
A riprogrammare i semafori,
In cerca di sante ragioni e c’è sempre un gran sole a sorprenderci nell’indifferenza degli arbitri,
Che stanno li a leggere i monitor con le facce impassibili,
E sotto i miei piedi c’è un baratro,
E sulla mia testa c’ho gli angeli,
E qui siamo proprio nel mezzo,
Nella terra degli uomini,
Dove trovi anche un posto per chi ti sorride da un angolo,
Fino all’ultimo attimo”.
Sono passati tre anni da quella maledetta domenica che ci portò via Davide Astori, lì solo nella camera d’albergo d’Udine “Là di Moret”.
I compagni che, la sera prima avevano cenato e scherzato con lui, lo aspettavano senza neanche immaginare che quel posto, che quella sedia sarebbe rimasta per sempre vuota.
La notizia del suo addio portò a una certa incredulità generale perché nessuno poteva capacitarsi o accettare quanto accaduto.
C’era chi aveva perso un padre, chi un marito, chi ancora un compagno speciale o un fratello maggiore, o chi un punto di riferimento e d’esempio.
Davide si è fatto amare oltre i colori, oltre il tifo ed è per questo che di quel tragico 4 Marzo del 2018 ne resterà il suo indelebile ricordo e il “Niente Pallone”, perché l’unica cosa da fare in quella giornata era restare in silenzio, lasciare gli stadi vuoti e le scarpette nei borsoni.
Con ancora le lacrime agli occhi e il nodo alla gola siamo di nuovo qui a salutare e ricordare un ragazzo fantastico che ci ha lasciati troppo presto.
Caro Davide, resterai per sempre nei nostri cuori e ciao… “Ciao Capitano”.
Tre anni dopo ancora ciao… “Ciao Capitano”