Juventus, la fine di un’era

“Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine. Concludere un ciclo, terminare un capitolo”.
Alle 23:42 di ieri si è chiuso un ciclo meraviglioso, ineguagliabile, che ha visto la Juventus scrivere la storia del calcio italiano dominando per 9 anni senza avversari che potessero tenerle testa.
I senatori ce l’hanno messa tutta, hanno provato fino all’ultimo, o come si suol dire da quelle parti “Fino Alla Fine”, a tener viva la “Vecchia Signora” ma arriva quel momento nella vita di ognuno dove qualcosa cambia, vengono a mancare le certezze, gli stimoli, ed inevitabilmente si è costretti ad alzare bandiera bianca ed arrendersi.
Proprio questo senso di resa non potrà mai essere accettato dai tifosi bianconeri che non se ne potranno mai fare una ragione di questo fallimento.
Resta la delusione, la tristezza sfociata in qualche lacrima scesa senza alcun preavviso e la rabbia perché nel cuore di ognuno vive tutt’ora la consapevolezza che poteva essere evitata la disfatta.
Ma poi, però, si pensa a tutti questi uomini e vedi nei loro occhi tutta l’irripetibile era che ti hanno regalato e non puoi far altro che ringraziarli.
È grazie a loro se avete sognato, se avete amato, se avete vinto. È grazie a loro se avete scritto la storia.
La Juventus dovrà ripartire e rinascere da chi ieri sera non ha smesso mai di crederci e sa che il domani potrà essere ancora più bello di ieri. Proprio “ieri” che ancor oggi fa male, troppo male.
Ma, non dimenticatelo: “La Juventus è come un drago a sette, gliene tagli una ma ne spunta sempre un’altra. E quindi torneranno, più forti e uniti di prima”.

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