I fratelli “dannati” del Mediterraneo

Fossati cantava: «Mio fratello che guardi il mondo/e il mondo non somiglia a te/mio fratello che guardi il cielo/e il cielo non ti guarda.»

Alla data del 26 marzo 2021 sono ormai 6206 i migranti africani, perlopiù provenienti dalla Costa d’Avorio, sbarcati in Italia dall’inizio dell’anno.

I migranti, nei loro paesi dove vige la schiavitù, sono costretti a vivere in condizioni non dignitose. In Congo, uomini e bambini devono stare per molte ore di fila in miniere spesso illegali per raccogliere il “Coltan”, una componente dei nostri telefoni.

Sperano di rinascere in Italia, ma qui non troveranno una vita migliore. In particolar modo nella nostra Puglia dove, pur di poter vivere, lavorano come braccianti rimanendo tutto il giorno piegati per raccogliere frutta e verdura. Per poche manciate di euro.

Come spesso accade, i migranti non sono completamente tutelati dallo stato italiano in diverse situazioni. Ogni sbarco è fatto di un altenarsi di accoglienza e respingimenti, come se i migranti fossero pacchi postali da restituire al mittente. E non persone. Anime dannate, di dantesca memoria, che scappano dall’Inferno dei paesi di origine per attraversare il Purgatorio del Mediterraneo e le sue acque, con la speranza di arrivare al Paradiso chiamato Italia. E puntualmente ritrovano l’Inferno. Un posto in cui la loro dignità di persona non viene spesso riconosciuta e tutelata. Si segue la strada della legge ingiusta anziché del cuore. Riprendendo Fossati: «Se c’è una strada sotto il mare/prima o poi ci troverà/se non c’è strada dentro al cuore degli altri/prima o poi si traccerà.»

Che tu sia africano o italiano, ognuno merita la vita di cui è degno. Solitamente ciò non viene considerato. Ci si ferma ad un primo sguardo e si pensa subito di conoscere una persona.

Per questo viene spesso negato il potenziale di molta gente. Solamente per il colore della pelle, per la lingua parlata e per il luogo di provenienza. Perché tu, fratello, guardi il cielo e il cielo non ti guarda.

Pelullo Sara Nicoletta

3^ A-Istituto Comprensivo “Carducci-Paolillo”, Cerignola (FG)

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