Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

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Jake Daniels è il primo calciatore inglese che dichiara apertamente il suo essere gay. In Italia nessun calciatore ha mai fatto una dichiarazione del genere, eppure si pensa che quest’orientamento sessuale sia presente all’incirca nel 5-10% della popolazione maschile. L’ex calciatore Patrice Evra in un’intervista a Vanity Fair rilasciata a gennaio ha dichiarato che nel mondo del calcio questo argomento è taboo e che i giocatori credono che la loro carriera sarebbe pesantemente condizionata da un coming-out oltre a temere di dover sopportare in campo e fuori offese da tifosi ed avversari. Evra stima che almeno un paio di giocatori per squadra sono gay e sono costretti a tenerlo nascosto. E’ un problema presente in tutti gli sport maschili di squadra ma nel calcio ed in Italia, in particolare, raggiunge il suo apice. In tanti anni abbiamo visto passare decine di migliaia di calciatori e nessuno risulta che si sia dichiarato gay o abbia semplicemente vissuto il suo orientamento sessuale alla luce dei media. La cosa strana è che nell’ambiente del rugby, nonostante sembri uno sport molto più maschilista si è più avanti, ad esempio Nigel Owens il più famoso arbitro internazionale di rugby ha fatto coming-out da molti anni. Credo che uno dei problemi più grossi nel mondo del calcio ed in particolare in quello italiano sia lo strapotere delle tifoserie organizzate che condizionano la vita dei club, ricattano le dirigenze ed a volte possono prendere di mira un calciatore e costringere la società a venderlo. Inoltre in molte tifoserie vi sono infiltrazioni da parte dell’estremismo politico, sovente di destra, le curve del Verona e della Lazio ad esempio sono note per essere dichiaratamente fasciste. In questi ambienti l’omofobia è una regola e la reazione di questi personaggi sarebbe scontata. Oggi è la giornata mondiale contro l’omofobia.

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