Ancora una strage con armi da fuoco negli Usa. È successo a Uvalde, Texas, dove un diciottenne ha fatto irruzione in una scuola elementare sparando all’impazzata.
Ventuno le vittime: 19 alunni e due insegnanti, che hanno cercato fino all’ultimo di proteggere i bambini. Il presidente Biden ha dichiarato alla nazione di essere stanco dell’aumento di questi episodi, sempre più violenti e che bisogna agire sull’uso troppo facile delle armi, e che queste carneficine avvengono soltanto negli Stati Uniti.
Il giovane, prima di uscire ed entrare in azione, aveva sparato anche alla nonna. E’ stato ucciso a sua volta dalla polizia. Appena compiuti i 18 anni aveva comprato due fucili.
Un ragazzo pieno di problemi fin dall’infanzia, vittima di bullismo scolastico e con una difficile situazione familiare, non è riuscito a trovare spazio e salvezza in una società che, invece ne ha causato una tale disperazione da portarlo a compiere un atto tragico per tanti piccoli innocenti e per se stesso.
In Tv, dopo la strage, il procuratore generale del Texas ha detto: “Preferirei che i cittadini rispettosi della legge fossero armati e addestrati in modo da poter rispondere quando accadono cose del genere”.
Questa di fatto la linea del partito repubblicano che invece di contrastare la diffusione di armi chiede training di autodifesa e gestione di crisi per i professori e guardie armate nelle scuole, versione in netto contrasto con le dichiarazioni del Presidente.
@Cristian de Filippo