Oggi 16 luglio per la città di Foggia ricorre una delle due feste religiose molto sentite e le cui tradizioni hanno origini antiche: la celebrazione della Madonna del Carmine e di S. Anna, che si celebrerà il 26 luglio. Dopo due anni di pandemia, che ha limitato ed impedito alla gente di poter festeggiare e celebrare il proprio culto, secondo le tradizioni popolari, quest’anno si torna alla quasi normalità con processioni, bancarelle, giostre e fuochi d’artificio.
ll culto della Madonna del Carmine a Foggia è legato alla sua Confraternita, fondata nel 1646 dai Mastri Fabbricatori, costruttori della cappella della Congregazione Carmelitana per ringraziare la Madonna per aver risparmiato i cittadini dal colera.
A Foggia e, in quasi tutta la provincia, la Madonna del Carmine è la Patrona dei muratori tanto che non vi era famiglia di muratore, che non avesse una figlia di nome Carmela. Circa due secoli dopo, Ferdinando II conferì il titolo di Arciconfraternita alla Confraternita del Carmine.
Agli inizi del ‘900 l’Arciconfraternita viene riconosciuta come Terz’ Ordine Carmelitano ma nel frattempo, vengono costruiti la Sacrestia e l’Oratorio. Dopo i terremoti del 1731 e del 1805 la Confraternita ricostruì quasi tutta la Chiesa a proprie spese in stile Barocco; fu scavato un fossato nell’atrio della Sacrestia, da cui i mastri prendevano pietre per costruire cappelle funerarie; nel 1740 fu edificato il campanile.
Il titolo Santa Maria del Carmelo fa riferimento al monte Carmelo in Galilea dove ebbe origine un ordine monastico dedito alla meditazione e alla preghiera che, in seguito alle persecuzioni, trovò rifugio sulle sponde del Mediterraneo.
Una ulteriore diffusione dell’Ordine si ebbe sotto il priorato di San Simone Stock il quale riformò la regola facendo diventare l’ordine mendicante. Il 16 luglio 1251 Simone Stock ebbe in visione la Vergine che gli affidò lo scapolare carmelitano: chiunque l’avesse indossato sarebbe stato libero dalle tribolazioni del Purgatorio il sabato successivo alla sua morte.
Lo scapolare, che ogni confratello custodisce gelosamente e indossa in processione, ci riporta all’abitino che si usava e si usa ancora come amuleto capace di allontanare soprattutto il malato dalla causa dei suoi mali e dal malocchio. La forma rettangolare come una sacca, è identica allo scapolare e che, tra le tante cose che si usava mettere all’interno dell’abitino, c’erano le immaginette dei Santi invocati come protettori.
“L’abitino” ha da sempre rivestito una funzione scaramantica, perchè conteneva oggetti dalle influenze positive come forbici, coltello, denti di volpe. Con l’avvento del Cristianesimo, agli oggetti con influenze positive si sono aggiunte le immaginette dei Santi. La funzione dello scapolare carmelitano è quella di proteggere chi lo indossa dalle influenze negative dalle quali si viene liberati nel giorno del sabato, in analogia con la promessa fatta dalla Vergine a Simone Stock.
Il sabato è il giorno del riposo, così come suggerisce l’etimologia della parola ebraica “Shabbat” che significa “ non lavorare”.
Anche per i non religiosi, la festa della Madonna del Carmine è comunque un momento di festa e tradizione cittadina, che unisce adulti e bambini, famiglie e amici per tre giorni in allegria.
@Cristian de Filippo