A Ordona, piccolo paese di neanche tremila anime, ci conosciamo tutti ed è facile individuare un forestiero.
Ed è così che in un freddo pomeriggio di marzo dell’anno scorso, sulle panchine della piazza principale, vidi un gruppo di amici intorno a due ragazzi alti, magri e biondi.
Era chiaro che si trattava di due forestieri, ma che addirittura fossero stranieri mi aveva lasciata spiazzata.
Così mi avvicinai per capirne di più. I ragazzi erano ucraini, fuggiti dalla guerra scoppiata, qualche giorno prima, nel loro Paese. Nei loro occhi avevano ancora il terrore per quello che avevano visto e la stanchezza del lungo viaggio fatto.
Man mano che passava il tempo si avvicinava sempre più gente e tutti con lo smartphone per cercare di conoscere quante più informazioni possibili. Ci raccontarono che in Ucraina, avevano lasciato il loro papà a combattere per la loro libertà, ma anche la loro casa, i loro i parenti, i loro amici e la scuola.
Ci fu tanta solidarietà da parte degli ordonesi nei loro confronti, ma ciò che mi ha riempita di gioia è stato vedere tanti ragazzi fare a gara tra loro per frequentare i nuovi amici, Danil e Anastasia, per farli sentire meno soli e perché in Italia potessero sentirsi a casa.
Cominciarono anche a frequentare la scuola e il loro inglese era eccezionale.
Danil e Anastasia ci hanno fatto commuovere con i loro racconti, ma anche sperare che il mondo possa essere migliore. Hanno fatto venir fuori il meglio di noi ragazzi e abbiamo avuto l’occasione di dimostrare che siamo migliori di quanto si possa pensare.
In Anastasia e in Danil c’è il futuro di pace del loro Paese.
Loro sono i nuovi “Pollicino”, quegli eroi che sanno allontanarsi da casa, ma sanno progettare e organizzare il ritorno per difendere il futuro e la felicità delle loro famiglie e dei loro amici.
Rago Cecilia
III D Istituto Comprensivo Stornarella-Ordona “A. Moro”