La voce della libertà
Tante e troppe sono le ingiuste, alle quali, purtroppo, ci troviamo spesso ad assistere
volontariamente e non come spettatori passivi…Oggi abbiamo scelto di raccontare e
denunciare un’ingiustizia avvenuta nel lontano 1978, che ha avuto per protagonista, Giuseppe
Impastato: giornalista, conduttore radiofonico e attivista italiano, membro del partito politico
Democrazia Proletaria e conosciuto per le sue denunce contro le attività di Cosa Nostra.
Giuseppe, noto come Peppino, nacque nel 1948 a Cinisi, in provincia di Palermo da una
famiglia mafiosa. Ben presto ruppe i rapporti con tutti i familiari, decidendo di lottare contro la
mafia per realizzare i suoi ideali. Nel 1965 fondò il giornalino “L’idea socialista” e nel 1977
Radio “Aut”, radio libera autofinanziata, nelle cui trasmissioni raccontava gli affari dei mafiosi
di Cinisi e Terrasini, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti. Nel 1978 si candidò
nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali, ma non fece in tempo a sapere
l’esito delle votazioni che, dopo diversi avvertimenti ignorati, venne assassinato da uno zio
mafioso nel corso della campagna elettorale: era la notte tra l’8 e il 9 maggio. Innumerevoli
sono state le lacrime versate dai suoi più cari amici, la cui vita è stata stravolta
dall’avvenimento di quella funesta notte. Questa notizia è così attuale! Ancora oggi si
verificano queste atrocità e, nonostante ciò, è stato fatto poco per fermarle. Quella di Peppino
è solo una fra le tante voci di persone che hanno cercato di farsi sentire per anni! L’opinione
pubblica ha condannato il vile atto nei confronti di Giuseppe Impastato, ma poi si è limitata a
rimanere spettatrice, impassibile davanti a tutto. La mafia sta pian piano distruggendo l’Italia e
noi siamo stanchi, stanchi di tutto questo e da parte del governo avremmo bisogno di fatti più
concreti ed incisivi. Il ricordo di Giovanni Impastato e di tante vittime innocenti delle mafie non
deve rimanere solo un ricordo, ma deve essere motore e spinta per combattere ed andare
avanti con coraggio e senza compromessi! Noi non staremo fermi a guardare senza fare
niente! La nostra società deve e può cambiare, per non commettere ancora gli stessi
errori…per non piegarsi più sotto il giogo dei malvagi!
Cecilia Maggi
Claudia Ferrara
III A, Istituto di Cultura e di Lingue Marcelline – Scuola Secondaria di 1° G
Piccoli giornalisti crescono. Articolo vincitore del mese di marzo. La voce della libertà