PSG-Bayern Monaco: il “Fútbol”

Ieri siamo entrati in una nuova realtà, ci siamo ritrovati catapultati in un’altra dimensione.
Abbiamo messo da parte problemi, pensieri, amarezze e rimpianti al pensiero di poter vedere i propri colori lottare per un posto in “Paradiso”.
Eravamo immersi da gioco, divertimento, incredulità: è stato tutto questo PSG-Bayern Monaco.
Ritmi elevati, gesti tecnici eccelsi, giocate mai banali. Le difese a correre il rischio di difendere a più di 30 metri dalla propria porta, andando a prendere gli attaccanti nella loro metà campo, “mordendogli” le caviglie, col rischio di vedersi superati da uno stop a seguire di Sanè o da uno degli scatti improvvisi di Mbappé. Il portiere a fare spesso da ultimo uomo, pronto a immolarsi, oppure a impostare e dirigere il gioco della propria squadra.
La classe al servizio della grazia calcistica: Neymar e Di Maria hanno accarezzato il pallone, non l’hanno semplicemente calciato.
È stato uno spettacolo unico e avremmo voluto non finisse mai. Siamo stati coccolati come poche volte nella nostra vita.
È grazie a tutto questo se continuiamo ad innamorarci di questo sport e torniamo per un attimo bambini, un po’ come lì, ieri sera, in mezzo al campo, mentre abbracci e urla di liberazione significano vendetta, rivincita di ciò che è stato lo scorso anno, in finale.
E poi c’è Mauricio Pochettino, il direttore d’orchestra di quest’impresa, che aspetta uno ad uno i suoi eroi per ringraziarli.
Dal primo giocatore all’ultimo magazziniere.
Brividi.
“Che Dio benedica il Fútbol”

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