Foggia, non possiamo restare indifferenti alla solitudine dell’emarginazione sociale…di @Giovanni Campanella

Abbiamo iniziato il 2021 con un Capodanno ‘in sordina’, limitati dalle regole anti-covid, obbligati a rispettare assurdi orari di coprifuoco e speranzosi in un vaccino in arrivo. Ci siamo augurati un 2021 migliore del 2020, immaginando che peggio della pandemia non potesse esistere nulla. Ma anche il 2021 è stato un anno difficile per tutti, specialmente per i meno benestanti. A ben dodici mesi di distanza, continuiamo a preoccuparci di restrizioni per l’emergenza sanitaria senza renderci conto che problemi molto più gravi ci circondano e rendono difficile l’esistenza di alcuni di noi. Abbiamo pensato a mantenere la distanza sociale, ma nel frattempo abbiamo dimenticato l’importanza della vicinanza sociale, dell’essere attenti ai bisogni degli altri, soprattutto di coloro che non hanno nessuno che li ascolti. Quanti sono rimasti soli in questi dodici mesi? Quanti sono vittime del fatto che siamo diventati diffidenti verso tutti, del fatto che dobbiamo fare attenzione a non avvicinarci, a non stringerci la mano e a non abbracciarci?

Foggia, solo un mese fa, Ibra senza dimora di origine marocchina di 43 anni, è stato trovato morto in un angolo dello scalo ferroviario di Foggia. Dopo un mese, alla Vigilia di Natale, noi ragazzi delle scuole di Foggia abbiamo accolto l’invito di un’associazione di volontariato (Fratelli della Stazione) ed abbiamo portato dei doni ai compagni di Ibra, senza tetto e senza famiglia anche a Natale. Ibra viveva, come molti barboni, su un ammasso di cartoni in condizioni igieniche carenti, malnutrito e solo. Aveva bisogno di cure, ma è difficile garantire i servizi sanitari a chi vive in quelle condizioni. Quanti di noi l’hanno visto la sera prima? Quanti, nonostante lo ‘stress’ dello shopping natalizio, hanno pensato a chi come lui è solo e non ha neppure l’indispensabile per vivere? È Natale, siamo tutti bravi a dichiararci buoni ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare dell’indifferenza e della disuguaglianza sociale.

Per questo 2022 che verrà dovremmo cercare di essere più vicini agli altri tutti i giorni, fare più attenzione a chi ha bisogno e a chi vive ai margini della società. Il diritto a vivere con dignità di “uomo” è un impegno che ogni cittadino che voglia essere definito “uomo” deve impegnarsi a rispettare. L’uomo vive nella società e la società non è solo fatta dai politici e dai potenti, ma da ognuno di noi, dai più piccoli ai più grandi, con i nostri gesti, nel nostro piccolo mondo, tutti i giorni…

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