《C’è bisogno di gente in grado di tessere fili di comunione, che contrastino i troppi fili spinati delle divisioni》
A Foggia, il 13 luglio 2019, un gruppo di immigrati, braccianti agricoli, stava attraversando la statale di Foggia est per raggiungere il luogo di lavoro. Durante il tragitto, i braccianti venivano colpiti alla testa da una raffica di sassi lanciati da un’auto. Due giorni dopo, il 15 luglio, succedeva la stessa cosa: tre cittadini stranieri venivano colpiti con una sassaiola nella medesima via. Alcuni di loro riportavano lesioni gravi al volto e agli occhi.
Diverse aggressioni in pochissimi giorni. Cosa dovremmo fare per evitare spiacevoli episodi come questi o comunque fatti a causa dei quali la dignità di una persona viene schiacciata solo perché ritenuta diversa?
Quello che siamo non è scritto sulla nostra pelle, ma nelle nostre menti; siamo ciò che pensiamo e come lo pensiamo. Il mondo è abbastanza grande per tutti, non dobbiamo discriminare chi, come noi, sta solo provando a vivere in modo sereno, lontano dalla guerra o dalla povertà.
Come ha detto il Papa, al giorno d’oggi abbiamo bisogno di essere uniti per contrastare la divisione; dovremmo imparare a rispettarci, non importa il colore della nostra pelle, perché siamo tutti uguali. Dovremmo imparare ad includere tutti, non solo a parole, anche con piccoli gesti quotidiani; così facendo, magari, riusciremo ad essere migliori, perché tanti piccoli gesti uniti possono diventare delle grandi cesoie per tagliare il pericoloso e doloroso filo spinato che ci separa.
ALESSIA PAOLA DI BATTISTA
LUCIA BARONE